regia di Roberto Cannavò
foto di Lina Pallotta©

LOGLINE

In un viaggio on the road verso le proprie radici, la leader trans Porpora rivive la scoperta della propria identità, tra movimentismo, battaglie e racconti favolosi. Con lei un giornalista, Vittorio, alla ricerca di sé e di una chiave per comprendere il presente.

SINOSSI

Andata e ritorno è un viaggio all’interno dell’avventura umana di Porpora Marcasciano, transessuale che ha vissuto da protagonista i movimenti femministi, comunisti e trans dagli anni Settanta ad oggi. Né uomo né donna, la sua identità è in transizione perenne, non avendo mai completato il cambio di sesso e avendo interrotto le cure ormonali.

Prendendo il controllo di un’intervista e tramutandola in un viaggio da Bologna al sud, verso il suo paese natale, ripercorre, insieme a un giornalista, un’esperienza di battaglie che durano ancora oggi. Dall’esplosione del ’77 a Napoli, passando alle notti folli di Roma, fino all’impegno politico e al trauma epocale dell’arrivo dell’Aids, Porpora racconta a una nuova generazione quanto l’individualità produca cambiamento sociale solo fondendosi e realizzandosi nella molteplicità.

A sessant’anni Porpora ha su di sé la fatica della sua leggerezza: senza nascondere qualche stanchezza, la sua giocosa interpretazione del mondo accompagna il desiderio di raccontare e di dipanare il filo della storia trans con la propria originale testimonianza.

Se il movimentismo attuale appare come minaccia ad alcuni e come forma residuale ai suoi protagonisti, se quello passato viene interpretato come mitologico e inerte, quale sarà la sintesi di una transgender e del suo compagno di viaggio al termine di questa ricerca?

NOTE DI REGIA

Descrivere il vissuto di una persona è sempre una sfida, 
soprattutto se la persona in questione è stata ed è tutt’ora portavoce
 di una categoria tra le più incomprese e demonizzate. Andata e ritorno è un documentario che mira a descrivere
in modo irriverente e “favoloso” la storia di Porpora Marcasciano.
Lo facciamo attraverso Vittorio, un giornalista, che si troverà coinvolto
a sua insaputa in un viaggio lungo l’Italia e attraverso la storia della transessualità.

Per raccontare questa storia e questo incontro Andata e ritorno sfrutta
 più linguaggi visivi, per narrare nel modo più variegato e completo
le vicende e le emozioni portate sullo schermo. Un documentario con tratti di fiction incastonato in un road movie,
che sa ricordare e che non dimentica di disegnarsi un futuro.
Una sfida registica perfetta per un film che voglia descrivere la transessualità.

Riprese live

Girate con due camere su stabilizzatore, sono il filo conduttore visivo dell’opera e permettono allo spettatore di seguire la vicenda e comprenderla. La fluidità dei movimenti richiama l’eleganza e la morbidezza di Porpora.

Riprese con il cellulare

Immagini destinate a creare un linguaggio più empatico e intradiegetico, che traduce visivamente
 i momenti di confusione o di coinvolgimento che Vittorio, periodicamente, attraversa durante la storia.

Repertorio video/materiali fotografici

Hanno la funzione di inserire l’intera opera in un contesto più ampio sia socialmente che temporalmente, muovendosi tra i ricordi della protagonista e di coloro che ne condividono il vissuto.

Animazione in 2D

Rispecchia la “favolosità” del mondo trans ed è utilizzata per restituire emotivamente alcuni racconti
 di Porpora, episodi tanto al limite dell’assurdo da sembrare inventati. In questo contesto si inseriscono
 i personaggi animati (prima in compresenza con le riprese live e in seguito su sfondo solo in grafica),
 creando un corto circuito tra la loro natura favolosa e finzionale e la crudezza dei racconti mostrati.

Ciascun linguaggio valorizza momenti diversi, in un meccanismo di coesistenza che li potenzi a vicenda.

Roberto Cannavò, regista

PRODUZIONE

  • Anno di produzione: 2019
  • Durata: 52 min
  • Tipologia: documentario/road movie
  • Paese: Italia
  • Produzione: Humareels
  • Coproduzione: Maxman Coop e Bo Film
  • Produttori: Vittorio Martone e Marilisa Murgia
  • Regia: Roberto Cannavò
  • Soggetto: Vittorio Martone
  • Trattamento: Vittorio Martone e Christian Poli
  • Direttore della fotografia e Montaggio: Massimiliano Bartolini
  • Suono in presa diretta e Musiche: Fabio Iaci

 

Con il contributo di:

 

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